di Alessandro Spaziani


L'inchiesta - Quotidiano della regione Lazio.

Agosto 2014

Corrado Coccia l’ho conosciuto tre anni fa a Milano, ad un concerto di Carlo Fava, comune amico. Abbiamo simpatizzato subito ed è così che ho cominciato a seguirlo. Pochi mesi fa, è sceso in capitale per registrare un suo EP al Forum Music Village; gli arrangiamenti del produttore chitarrista Danilo Minotti (ma quanti prof illustri abbiamo nel nostro Conservatorio “L. Refice”…) hanno preteso l’Orchestra di Roma, i suoi archi, il colore sinfonico. Pretenzioso per cinque canzoni? No, trattasi di fine prodotto, per il quale non si doveva/poteva rischiare. Scaricate dalle piattaforme digitali preferite questi cinque brani e, magari, se volete gustarli meglio, cercate anche i video su Youtube; uno, quello di “Luna”, è stato girato al Teatro Comunale di Alvito (starring by la nostra Stefania Miele). Certo non potrete non accorgervi della qualità del progetto, della cura e della passione impiegate senza farle pesare troppo all’ascolto (e alla visione), dei lucidi messaggi mimetizzati con mirabile senso della misura, nelle note e nei testi di Coccia. Lo scorrere velocissimo di “Piano piano” (altro bellissimo video con Patrizia Lovato), ad esempio, è una sorta di ossimoro cantato, perché riesce a disgregare il pregevole e lungo testo dietro l’incalzante acustica del M° Minotti, nonostante titolo e senso muovano in direzione opposta: “anche questa vita corre un po’ verso sé stessa”, d’altra parte è un gran bel paradosso, uno di quelli che capita quando “i poeti non si leggono quasi più”. E il tempo, che sembra doversi consumare per dimostrare la sua esistenza, lo può fermare con semplicità “L’orologiaio”, alchimista armato di glockenspiel e clarinetto, tirati fuori dal “piccolo cassetto degli attrezzi pieno di miracolanti oggetti”; ma, attenzione: se il tempo si blocca, scende il silenzio, cessa l’armonia, nulla si sposta più. Quante sfaccettature, però, quest’esistenza, che basta mezza diottria per scorgere nella “Corda tesa fino a terra il segnale della fine”, trascurando la sagoma allungata del pianista, la sua missione di non far finire la Musica; le coglie tutte, pur in sole cinque canzoni, il cantautore milanese; fiore all’occhiello, l’incantevole visione di “Tommy”, un tenero tributo al piccolo Tommaso Onofri, discreto ma autentico; non so quale autore avrebbe trovato l’ingenuo coraggio di Corrado Coccia per cantare, in un sogno felliniano: “Tommy, sarà pure banale ma mi viene da pensare alla faccia che avrai/ quando scoprirai un uomo che ti dedica un verso”.

                                                                                  Alessandro Spaziani

Recensione della nuova prodizione " chiaro scuro " a cura della Professoressa Donatella Passoni

 

 

Ringrazio la Professoressa  Donatella Passoni per queste parole, relativamente ai testi delle nuove canzoni.

Eccomi.....
in punta di piedi e "con tutta la modestia che posso" , a provare ad esprimere qualche pensiero sui tuoi ultimi testi, sulle tue nuove canzopoesie.
Tempo fa, ti dissi che, oltre alle note ed alle parole, riesci a far emergere la tua anima a tratti ferita, a tratti incantata ed a tratti osservatrice di ogni minuzia come solo gli occhi innocenti e curiosi di un bambino sanno fare.
Non posso che riconfermare con ancor più convinzione quelle che furono le mie prime impressioni .....
In ogni tuo testo ci sono dei denominatori comuni : amore, malinconia e sofferenza .....che ti portano a guardarti dentro, a cercare quel famoso buio interiore dove, e solo lì, ognuno può far luce in se stesso, interrogarsi e quasi sempre colpevolizzarsi, raramente assolversi, per gli eventi della vita che segnano profondamente la nostra anima. Infatti il buio non si lascia ingannare, con lui non possiamo avere segreti perché sa leggere ogni nostro pensiero e sa contare ogni battito,lento e stanco, o accelerato e felice del nostro cuore.
Soprattutto "Chiaro scuro" , "Piccole risposte dal cielo" e "Notti" mi sembrano rappresentare quanto ho espresso sopra perché SEMPRE cerchiamo i colori più brillanti e luminosi ed i pensieri poetici più belli per vivere una storia d'amore in cui ci investiamo "Con tutto l'amore che posso".......
ma.........
quando tutto questo non basta , ci ritroviamo nella notte più nera con dentro un profondo senso di fallimento, un nodo scorsoio alla gola e gli occhi inondati di lacrime a chiederci se non avremmo potuto fare di più e di meglio .
E .....perché no? Via !!!Verso la città magica per eccellenza .....via sul "Treno per Parigi", chiusi nel nostro cappotto-anima, alla ricerca di un pizzico di magia per riacciuffare l'amore sfuggito di mano dentro una stella che "uno strano mago col cappello bianco e nero" possa riconsegnare al cielo per fermare e far brillare per sempre nel firmamento di quella città innamorata "quell'attimo di eterno" che abbiamo vissuto.
In fondo, anche Madame Dubois, con le sue vesti sgargianti e con il suo trucco pesante, pronta a vendersi pur di avere un po' d'amore, si lascia rapire il cuore dal pianista del Café Chantant ........
ma...........
la realtà del nostro quotidiano, ad ogni sorgere del sole, ci riporta inesorabilmente al nostro "Male di vivere", alla grigia monotonia della vita, a quel tempo che sembra non trascorrere mai perché dentro di noi ci sono dolore, apatia e tanta stanchezza "ungarettiana"sulle spalle........
perché ci sono giorni in cui ci sentiamo inutili, soprattutto quando ci guardiamo intorno e vediamo gli altri appagati e contenti che vivono la loro vita senza intoppi, mentre la nostra é ferma a dei blocchi che, per quanto tentiamo di spostare, sono così forti che non riusciamo nemmeno a scalfire .
Sono giorni che non passano mai a causa di "quel male duro, male detto che male fa, un male dell'anima che ci sta addosso, ci sta sopra come una bestia lurida in questa vita in brutta copia" (cit. tu sai di chi )
ma..........
io sono certa, Corrado, che torneranno a spirare grandi promesse dai "Venti del Sud" e tu "Suonerai ancora fiabe" che scalderanno il cuore di tutti e che la tua voce dolce, melodiosa e rassicurante saprà far giungere al cuore di ciascuno di noi che ti ascolteremo rapiti.

                                                                                                                    Donatella 

Vinile - Ottobre 2017